Il valore: perchè l'acqua ha meno valore dei diamanti?

Oggi parliamo di valore.

Nel 1769, l’economista e filosofo francese, Anne Robert Jacques Turgot notò che l’acqua non era considerata un bene prezioso. In seguito Adam Smith, afferma che sebbene non ci sia nient’altro di più necessario e prezioso dell’acqua il suo valore come bene di scambio sia quasi nullo. Se poi confrontiamo il valore attribuito ad esempio al diamante, notiamo come ci sia una differenza abissale: una minima quantità di diamanti può essere scambiata con un quantità considerevole di altri beni. Possiamo quindi affermare che esiste una forte contraddizione tra il prezzo di alcuni prodotti e la loro importanza per la vita delle persone. Questo paradosso è spiegabile con il concetto di utilità marginale: più è grande la quantità di un qualsiasi oggetto, più l'utilità dell'oggetto per l'appagamento dell'ultimo desiderio (desiderio marginale) sarà piccola. L’utilità marginale rappresenta il grado di soddisfazione che un individuo trae dal consumo dell’ultima unità di un determinato bene. Pensiamo all'atteggiamento di una persona davanti a 4 fette di pane uguali per qualità e peso: poiché la persona che mangia il pane ha differente intensità di domanda per ciascuno dei pezzi di pane, i valori dei vari pezzi non saranno quantitativamente i medesimi. Il primo pezzo viene mangiato quando egli è affamato, per cui l'utilità è massima; il secondo lo segue; il terzo è ancora più secondario, del quarto, poiché egli si è ormai saziato, non ha più bisogno e dunque non ha più alcuna utilità. In questa situazione, da quale pezzo è determinato il valore del pane? La legge dell'utilità marginale ritiene che sia determinato dal terzo pezzo, perché esso rappresenta l'utilità minima dell'oggetto, cioè l'utilità marginale.

Questo esempio ci dovrebbe permette di capire la differenza tra acqua e diamanti: il valore dei diamanti è infatti superiore a quello dell’acqua perché è indipendente dalla quantità, mentre un’unità di acqua perde valore di valore con l’aumentare della quantità. Tradotto in termini di pianificazione finanziaria cosa significa? Che non esistono bisogni collettivi, ogni persona ha esigenze diverse che considera con un’utilità differente; catalogarle, definirle ed esporle è il primo passo per raggiungerle. Alla prossima pillola di pianificazione finanziaria,


“investire è costruire”
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